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La Conferenza nazionale dei Garanti dei detenuti lancia un appello affinché "venga affrontata senza ulteriori rinvii la drammatica emergenza che attraversa il sistema penitenziario italiano, fermando la strage delle vite e dei diritti". Il 13, 14 e 15 luglio la Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali promuoverà iniziative di mobilitazione, riflessione e sensibilizzazione nei territori, davanti e all'interno degli istituti penitenziari, "per richiamare la politica e la società civile alle proprie responsabilità sull'emergenza carceraria". "La Conferenza nazionale dei Garanti territoriali - ricorda il portavoce, Samuele Ciambriello, garante in Campania - chiede un gesto di clemenza, un provvedimento deflattivo immediato, serio, selettivo e costituzionalmente orientato. Non è buonismo, è responsabilità. Un sistema saturo non rieduca, non cura, non reinserisce e non produce sicurezza. Chiediamo l'introduzione di una liberazione anticipata speciale, portando da 45 a 75 giorni per ogni semestre la detrazione di pena per chi partecipa positivamente al percorso trattamentale. Uno strumento collegato alla condotta, alla responsabilizzazione e alla partecipazione all'opera rieducativa". "Chiediamo, inoltre, un intervento immediato per i detenuti con residua pena non superiore a un anno, non condannati per reati ostativi e senza concrete esigenze di sicurezza tali da imporre la permanenza in carcere. Si tratta di circa 8/9 mila persone che potrebbero essere accompagnate verso misure alternative, detenzione domiciliare, lavoro, cura, comunità e reinserimento. La dignità delle persone detenute e quella di chi lavora negli istituti penitenziari appartengono alla stessa battaglia di civiltà. Un carcere incapace di rieducare, curare e reinserire non produce maggiore sicurezza, ma alimenta marginalità e recidiva", conclude Ciambriello.