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TV CALCIO


Volevano raggiungere il rifugio La Terza, sulle Alpi Liguri, a un passo dal confine francese della Val di Roja per pranzare assieme. Tutti e tre pensionati , tutti e tre sulla settantina, a bordo di un quad 4x4 che li avrebbe portati a 2 mila metri d'altezza in mezzo a boschi verde smeraldo. E invece, forse per una manovra sbagliata sul piazzale battuto dal vento vicino al rifugio, sono rotolati giù per la scarpata , un volo da oltre 200 metri . E lì sono morti.

Erano italo francesi, i tre amici, originari di La Brigue, e conoscevano tutti molto bene la zona che si trova in provincia di Imperia ma è a un passo dal confine con la Francia. Frequentavano spesso Verdeggia e altre frazioni di Triora. Per questo erano andati su, al rifugio sul monte Saccarello, prenotato per pranzo. A duemila metri di altezza con il mare di fronte. Tutti insieme a bordo di un quad di tipo Utv.

Alle 11:30 sono arrivati sulla cresta sulla quale è presente una strada carrabile. Forse è stata fatta una manovra sbagliata, forse per il forte vento: il quad si è rovesciato ed è finito giù nella scarpata. Un volo di oltre 200 metri. Subito dal rifugio è partito l'sos. Sul posto sono arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco. Ma a causa del bosco, della profondità della scarpata nessuno riusciva a vedere. I vigili del fuoco hanno chiamato l'elicottero Drago che alla fine è riuscito a individuare la carcassa del quad e hanno tentato una prima operazione di recupero dei corpi ma le raffiche di vento, che in quota erano forti, hanno impedito l'operatività della squadra.

Così è stato richiesto l'intervento del Soccorso Alpino e Speleologico ligure con esperti rocciatori. Alla fine, dopo sei ore di lavoro, alle 18:00 hanno portato su il primo corpo. I carabinieri hanno disposto il sequestro dell'area e, una volta recuperati anche i resti del quad, completeranno la dinamica dell'incidente. Le salme, una volta recuperate tutte verranno messe a disposizione dell'autorità giudiziaria che disporrà l'autopsia. I corpi non sono stati ancora tutti compiutamente identificati: solo una delle vittime è stata riconosciuta e ora si attende la notifica ai familiari. Per quella famiglia un destino davvero crudele. Il 29 dicembre di cinque anni fa il fratello della vittima di oggi era salito sul Monte Grai a bordo di un quad assieme a un amico, alla guida di un secondo mezzo. I due si erano fermati non molto distante dal rifugio, dopo essersi resi conto che i mezzi non potevano più proseguire a causa della strada ghiacciato. L'uomo ha iniziato a effettuare la manovra per tornare indietro ma le ruote del quad sono slittate sul ghiaccio e lui è precipitato nella scarpata per decine e decine di metri. Come suo fratello oggi, è morto in fondo alla scarpata.